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Sicurezza sul lavoro: slitta a gennaio l'obbligo di valutazione dei rischi

Ci sarà più tempo per valutare i rischi aziendali. L'obbligo per le imprese – imposto dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro – di identificare i pericoli derivanti dal tipo di attività è in scadenza il 29 luglio. Ma slitterà al 1° gennaio 2009 (in linea con il rinvio già disposto della comunicazione all'Inail degli infortuni di un giorno).
La proroga è stata inserita, un po' inattesa, nel disegno di legge di conversione del Dl 97/08. Si tratta del provvedimento d'urgenza varato dal Consiglio dei ministri del 3 giugno che contiene una stretta sui crediti d'imposta per i bonus investimenti, la proroga dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, la cancellazione della responsabilità solidale negli appalti e la nomina di un advisor per la cessione di Alitalia. Un ventaglio di disposizioni non del tutto omogenee, tra le quali è stato ora inserito – con un emendamento approvato martedì scorso in commissione Finanze al Senato – anche il differimento di quello che è considerato l'adempimento-cardine della nuova «626».

L'emendamento è stato presentato dal relatore Giorgio Costa (Pdl), «ma con l'appoggio del Governo». Per cui nel prosieguo dell'iter a Palazzo Madama (l'Aula esaminerà l'articolato dall'8 luglio) non dovrebbero esserci ripensamenti. Il Dl 97/08 dovrà essere poi trasformato in legge con il via libera della Camera entro il 2 agosto.
Il congelamento delle norme sulla valutazione dei rischi, del resto, risponde a un preciso intento dell'Esecutivo. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non ha mai fatto mistero di non condividere l'impianto del decreto legislativo 81/08 (in molte parti già entrato in vigore il 15 maggio 2008) e di volerlo sottoporre a una verifica generale. Per Sacconi va superata la spaccatura che si è verificata durante la precedente legislatura tra organizzazioni imprenditoriali e sindacati nella predisposizione delle nuove regole a tutela della salute dei lavoratori. E una pausa di riflessione può rivelarsi utile per tutti.

Il dicastero del Welfare si proporrà come un interlocutore "terzo" tra le parti sociali che sono state esortate a esprimere avvisi comuni sugli aspetti più controversi del Testo unico. Ad esempio, in materia di organismi bilaterali e di rappresentanza dei lavoratori all'interno delle realtà produttive. Contemporaneamente, però, Sacconi ha dato mandato agli uffici tecnici del ministero di potenziare alcune misure delineate nel Dlgs 81 e di accelerarne l'attuazione: a partire dalla formazione e dalla vigilanza. Si stanno già tenendo da qualche settimana incontri con le parti sociali, le Regioni, le Asl e gli altri soggetti interessati per dare vita a piani straordinari di controlli nei cantieri e nelle fabbriche e ad iniziative di prevenzione e formazione da avviare subito dopo l'estate (o, se possibile, anche prima). Infine, potrebbero essere apportate modifiche all'attuale quadro delle regole sulla valutazione dei rischi e all'apparato sanzionatorio per riequilibrare quello che Sacconi ha più volte definito come un testo troppo sbilanciato sugli elementi repressivi.




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