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Oggi, primo maggio, entra in vigore il testo unico sulla sicurezza

Oggi 1° maggio, festa dei lavoratori, entra in vigore il Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza nei posti di Lavoro. Sono passati 30 anni da quando la legge 833/78 ne indicò la necessità e sono stati necessari due anni di confronto serrato tra Ministeri, Regioni e Parti Sociali per varare il decreto legislativo che tra 15 giorni comincerà a produrre i suoi effetti.
Il nuovo Decreto pone la legislazione italiana all’avanguardia in Europa e contribuirà alla riduzione degli infortuni come negli obiettivi indicati dall’Unione Europea. La parte della l. 123 già in vigore dall’Agosto del 2007 ha contribuito a ridurre infortuni e morti portandoli al minimo storico; l’entrata in vigore del decreto legislativo darà un contributo decisivo all’attacco allo zoccolo duro dei tre morti al giorno.

La nuova legge darà maggiore forza ai Rappresentanti dei Lavoratori, soprattutto a quelli che opereranno sulle piccole imprese, responsabilizzerà gli imprenditori committenti su tutto il ciclo lavorativo e in particolare nei confronti delle aziende appaltatrici, introdurrà misure di sostegno, assistenza, formazione e informazione nei confronti delle imprese, promuoverà la formazione nelle scuole.

Il Testo Unico adegua all’inflazione la parte monetaria delle sanzioni, che nel loro impianto sono quelle previste dalla Legge 626, recuperando una deterrenza che avevano ormai perso e dando la possibilità all’Inail di costituirsi parte civile non lascia le vittime, nel momento del maggior bisogno, in balia di una giustizia lentissima, che è causa di transazioni non sempre adeguate e giuste.

La legge risolve i problemi delle tante disperse competenze istituendo strutture di coordinamento a livello territoriale e nazionale allargate alla partecipazione delle parti sociali.

Viene rafforzata la sorveglianza sanitaria anche attraverso il Libretto Sanitario che accompagnerà il lavoratore per tutta la vita e che verrà gestito dall’Ispesl e dalle Asl: i medici competenti dovranno relazionare annualmente alle Asl sulla situazione epidemiologica delle aziende contribuendo alla elaborazione di una mirata politica di prevenzione.

Unitamente al recepimento del regolamento REACH sulle sostanze chimiche utilizzate nei cicli produttivi, al varo dei nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) che garantiscono politiche di prevenzione uniformi sul territorio nazionale, alla revisione delle Tabelle delle Malattie Professionali , la nuova legge rilancia la politica della salute dei lavoratori e le politiche di prevenzione da troppi anni dimenticate.

Ora alle Parti Sociali spetta il compito di far vivere questi provvedimenti mettendoli in grado di sviluppare tutte le potenzialità a cominciare da una stagione di nuovi accordi nazionali ed aziendali.




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