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Sicurezza sul lavoro, 1230 morti ogni anno. Costo per infortuni di 50 milioni di euro

«Sono 1230 morti l’anno, secondo il certificato dell’Inail; 930mila infortuni gravi. Questo è l’andamento quasi costante per ogni 12 mesi. Alcuni esperti economici ritengono che visto l’incremento dell’occupazione, precaria, interinale, questi dati non sono un dramma perché ritengono la percentuale bassa. Per noi sindacato Fiom Cgil questa dichiarazione è un’indecenza, se non perversa. Secondo i dati dell’Inail, gli infortuni sul lavoro costano allo Stato 50 milioni di euro l’anno».

A parlare è Gianfranco Tosi, responsabile sicurezza e salute sul lavoro della Fiom Cgil.

L’esponente della Fiom spiega cosa manca nel sistema per ridurre il rischio e pericolo nei luoghi di lavoro: «Per i metalmeccanici riteniamo che vi debba essere un coordinamento nelle imprese madri, ma anche per le imprese che operano in appalto».
Tosi aggiunge che spesso a subire gli infortuni sul lavoro sono i neo assunti o i giovani sotto i trenta anni: «Sono centinaia ogni mese gli infortuni grandi e piccoli dovuti alla poca esperienza! Pochi giorni fa nella centrale Enel di Civitavecchia un giovane lavoratore di 29 anni è deceduto a causa della caduta di un tubo tipo dal mine, perché è scivolato dalle mani di un lavoratore che si trovava al di sopra di lui, non è un caso isolato».

Il sindacalista si addentra poi ad affrontare il tema sicurezza nella cantieristica industriale: «Spesso cadono dall’alto bulloni e oggetti metallici, perché i lavoratori, agiscono contemporaneamente su più piani sovrapposti. I caschi di sicurezza previsti dalla legge 626/92, non sono sicuramente sufficienti essendo in materiale plastico anche se robusto».
Un tema che sembra comunque costante nel settore strettamente metalmeccanico è quello del pericolo che deriverebbe dalle macchine automatiche.

«Nelle grandi, come nelle piccole imprese – precisa Tosi – molte lavoratrici e lavoratori operano su macchinari automatici a ritmi elevati, per cui superano i livelli di sicurezza della macchina».
Gli ambienti di lavoro poco sicuri sono purtroppo tanti, tra questi anche i luoghi di mensa spesso poco adeguati a misure di sicurezza o pavimentazioni su cui scivola materiale grasso.
«Esiste un problema “banale” – ironizza Tosi – basta camminare all’interno degli stabilimenti/impianti per infortunarsi scivolando e in questi casi i medici di fabbrica non riconoscono l’infortunio perché avviene fuori dal luogo di lavoro. Questo è un contenzioso delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche con l’Inail e con la magistratura ordinaria di primo grado. La Fiom Cgil si è sempre costituita parte civile in occasione di infortuni gravi e mortali a tutela degli incidentati e delle loro famiglie».

... da ifatti.com




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