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Freno agli assegni trasferibili con il decreto antiriciclaggio

Gli assegni non trasferibili, quelli che non prevedono la girata, sono destinati a diventare la norma. Il ministero del Tesoro, sotto la spinta del Comitato antiriciclaggio, sta preparando un decreto legislativo che dovrebbe capovolgere quello che fino a oggi è stato un uso delle aziende di credito: la consegna di assegni trasferibili, che tramite una serie di "girate" possono passare di mano in mano. Chi ha un conto in banca e va a chiedere un nuovo libretto di solito riceve dal cassiere una mazzetta di assegni che possono essere girati ad altri come mezzo di pagamento. Sul titolo non c'è nessuna dicitura che recita "non trasferibile".

C'è solo uno spazio, di solito in alto a destra, dove il titolare del conto, una volta firmato l'assegno, può aggiungere a mano la "non trasferibilità". Sia chiaro, è un uso. Chiunque può chiedere un libretto di assegni con scritto "non trasferibile" alla propria banca.



Il decreto legislativo ribalterà la consuetudine delle aziende di credito: la norma per il cliente sarà ricevere assegni "non trasferibili" e solo dietro specifica richiesta il titolare del conto potrà disporre di assegni "girabili". Proprio quelli di cui i commercianti fanno grande uso: con l'assegno che gli dà il cliente ci pagano in genere il fornitore.
Ma non è una questione di fisco, tant'è che la norma riguarda l'antiriciclaggio e il ministero del Tesoro, non l'evasione né il fisco. Già oggi d'altra parte non è possibile usare un assegno "girabile" per importi che superino i 12.500 euro, come non si possono usare contanti o titoli al portatore.



Non solo. È possibile che la norma passi anche con un piccolo prezzo da pagare per il cliente bancario: chi vuole assegni "girabili" non solo deve chiederlo espressamente alla banca (perché al contrario varrà la regola del silenzio assenso), ma è possibile che sarà costretto a pagarli qualcosa.



L'Abi, l'associazione delle banche italiane, dice di non saperne nulla del progetto, ma per i banchieri l'assegno è in realtà uno strumento di pagamento in via di estinzione (man mano che si fanno strada bonifici e pagamenti elettronici che saranno il futuro nel mercato unico integrato). La Banca d'Italia s'è detta d'accordo.



D'altra parte la norma ha il preciso obiettivo di rendere ancora più stringente la normativa antiriciclaggio, di riuscire a capire in modo veloce e agevole dove vanno a finire i soldi. Compito difficile quando si ha in mano un titolo di credito, com'è un assegno, dove le girate sono innumerevoli, e dove spesso, a malapena, si riescono a identificare solo il traente e il beneficiario finale. Le innumerevoli sigle sul retro spesso rimangono sconosciute e gli organi investigativi fanno fatica a ricostruire le strade che hanno preso i soldi.



... da repubblica.it




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