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Giornalisti vogliono autoregolamentazione

Interventi sanzionatori sui giornalisti da parte del Garante per la privacy? I rappresentanti nazionali dei giornalisti non ci stanno e rispondono con decisione alla relazione del Garante della privacy presentata questa settimana, per la parte riguardante gli operatori dei media.



"I giornalisti sono consapevoli dell’esistenza di un codice deontologico e anche del rigore degli Ordini regionali e nazionale che hanno dimostrato di avere la volontà e la capacità di vigilare sulla correttezza del comportamento dei giornalisti – risponde Enzo Iacopino, segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.



L'odg sottolinea che i casi in cui e' stato sanzionato chi ha violato la privacy dei cittadini sono lì a testimoniare "lo scrupolo e l’attenzione dell’Ordine sulla tutela di un bene primario qual è il diritto alla privacy. Altrettanta e se possibile maggiore attenzione è stata posta nella tutela dei diritti dei minori, modificando e migliorando" con il contributo della commissione "quella che è ormai nota a tutti come la Carta di Treviso".



"Questi sono comportamenti concreti e costanti - concude Iacopino - che garantiscono che l’Ordine dei giornalisti può ben assolvere, come segnala lo stesso segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, al dovere di vigilanza sul rispetto delle regole senza sovrapposizioni con la preziosa attività che svolge il Garante della Privacy".



Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana aveva dichiarato: "Devono essere aboliti i poteri sanzionatori e gli interventi d’ufficio nei confronti dei giornalisti che l’Autorità Garante dei dati personali detiene ed esercita. Sarebbe assurdo che il Parlamento, anche attraverso il ddl Mastella sulle intercettazioni, proponesse invece di accrescerli sia dal punto di vista penale sia civile".



Poiche' lo stesso Francesco Pizzetti - presidente dell'autorita' garante - si chiedeva se sia da mantenere o da rivedere un sistema che prevede tre soggetti erogatori di sanzioni nei confronti dei giornalisti (l’ordine professionale, il giudice ordinario - civile o penale - e lo stesso Garante della privacy), Serventi Longhi ha sottolineato che "la questione può essere solo risolta abrogando le norme che consentono provvedimenti interdittivi al Garante".



"In attesa di una riforma dell’Ordine, che aspettiamo da anni - ha concluso il segretario FNSI - sarebbe inoltre utile anche una maggiore capacità di dialogo e di confronto dell’Autorità con gli organismi rappresentativi della categoria".


... da osservatoriosullalegalita.org




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