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Monitoraggio degli anziani soli, assistenza o intrusione?

Sempre più diffusi gli strumenti di monitoraggio a distanza degli anziani: ma tra questo fiorire di web-cam, telefonate, sistemi di allarme e gadget tecnologici futuribili, la privacy degli anziani è a rischio? Se lo domanda un editoriale apparso sul quotidiano New York Times.



Con l’aumento esponenziale della popolazione anziana e il modello familiare imperante nelle società industrializzate, il monitoraggio più o meno continuo di genitori e nonni è diventato una necessità per un numero enorme di persone .



La tecnologia cerca di venire incontro a queste necessità fornendo strumenti e servizi che permettono di vigilare a distanza sulla salute degli anziani che vivono soli. Ad esempio negli Usa il sistema QuietCare consente (al costo di 200 dollari per l’installazione e di un canone mensile di 80 dollari) di collegarsi ad un sito internet che - grazie ad una rete di sensori – permette di sapere quante volte un anziano apre il frigorifero, quando scende e sale dal letto e quante volte va in bagno. Se i normali ritmi di vita dell’anziano monitorato variano, il sito web lo segnala all’abbonato. Altri prodotti offrono i servigi di un pool di operatori sanitari che raccolgono dati clinici come la pressione sanguigna, il peso corporeo, l’assunzione di farmaci, la glicemia e li trasmettono a medici o parenti. Esistono poi strumenti che impegnano l’anziano a rispondere ad una serie di semplici quesiti sulla sua salute ogni giorno: "Mi fa sentire come se ci fosse qualcuno lì che si prende cura di me", spiega la signora Alberta Jackson, 78 anni e una brutta broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO).


Se non si vuole affidarsi o non si hanno le conoscenze per affidarsi a queste diavolerie tecnologiche, resta sempre il fattore umano. Quella dell’assistente geriatrico o badante è una professione emergente, ma trovare professionalità all’altezza a prezzi accessibili è davvero difficile.


Qualunque sistema di monitoraggio comunque comporta una pesante invasione della privacy dell’anziano. Spiega Robyn I. Stone, direttrice esecutiva dell’Institute for the Future of Aging Services: "Il monitoraggio 24 ore su 24 pone una serie di problemi etici e di privacy. Qual è il confine tra i sensori di movimento per la sicurezza dell’anziano e un Grande Fratello che spia la sua vita privata? Dobbiamo essere sempre sicuri che gli anziani diano un consenso informato alla diffusione dei loro dati clinici. E comunque tanta tecnologia a volte non è necessaria: un vicino affettuoso che nota se una nonna apre le finestre la mattina può essere più efficace di un sensore. La tecnologia può essere un utile complemento alle risorse umane, ma il bisogno di contatti umani non si elimina con un canone mensile".




Fonte: Larson C. In elder care, signing on becomes a way to drop by. The New York Times 04/02/2007.




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